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INTERACTIVE MAPS > PATH A11 - I RAPACI DEL MELFA
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| Località di partenza: |
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Sant’Amasio |
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| Località di arrivo: |
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Case Monte Coccio |
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| Dislivello massimo: |
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335 metri |
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| Tempo di percorrenza: |
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5 ore |
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| Difficoltà: |
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M / D |
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| Tipologia: |
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Percorso assai accidentato con ghiaioni scoscesi e franosi.
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E’ il tratto più lungo del sentiero che da Casalvieri raggiunge Santopadre tenendo sempre a vista le Gole del Melfa (cfr. C8 ed S9). Chi percorre solo questo tratto deve partire dalla chiesetta di Sant’Amasio e seguire per un centinaio di metri l’asfalto in salita. Il sentiero inizia presso un grazioso rustico isolato al di sotto di una curva, quindi scende lungo la recinzione di un uliveto fino all’angolo, dove svoltiamo a destra ed avanziamo tenendoci a mezza costa rispetto alla Valle dell’Inferno, così denominata forse per il caldo torrido d’estate. In prossimità di un boschetto sulla destra, prendiamo a scendere in diagonale per guadare un impluvio roccioso, oltre il quale riprendiamo a procedere tenendoci al di sopra della striscia di alberi ed arbusti. Da lì appaiono le Gole del Melfa, che prenderemo a seguire restando intorno a 450 mt. di quota. Raggiungiamo una parete rocciosa che aggiriamo parecchio in basso, attraversando una striscia di pini ed un ghiaione. Ancora alcuni alberi e di nuovo un ghiaione, più lungo del precedente, che tagliamo di netto, quindi un terzo ghiaione, ancora più esteso, sul quale affaccia un’ampia parete a strapiombo dove sopravvivono alcuni nidi di rapaci: poiane, falchi pellegrini, gheppi, che, con le ali tese ed immobili, ad ampi giri, sorvegliano il nostro procedere. Il sentiero attraversa ancora qualche albero isolato e si dirige in basso, verso la parte terminale di uno sperone roccioso. Scendiamo pertanto di quota per aggirarlo e continuiamo tenendoci intorno ai 400 metri di altitudine, attraversando un versante assai brullo sul quale però spuntano esili cipressi. Superiamo dal basso un’ultima propaggine di rocciosa e ci troviamo ad ammirare il crinale pelato di Montenero di Santopadre, coi suoi strapiombi sul Tracciolino e sull’orrido di Valle Contieri. Intanto continuiamo ad aggirare le falde di Monte Ricco ed entriamo nel vallone che questi forma con Montecoccioli. Il sentiero procede tenendosi quasi parallelo ai bordi del canalone sottostante, rocciosi e verticali. Seguiamo altre due falde panciute con relativi impluvi e raggiungiamo un guado sul limite inferiore del bosco. Scendiamo qualche metro, guadiamo e risaliamo fino all’incrocio con S9 che conduce a Santopadre ed S7 che risale Monte Ravoline. Giriamo decisamente a destra per un comodo sterrato ed in breve guadagnamo i ruderi abbandonati di Case Montecoccioli. Per risalire a Sant’Amasio basta seguire A9.
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