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CARTE INTERATTIVE > SENTIERO A2 - IL PISCIARELLO
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| Località di partenza: |
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Arpino centro |
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| Località di arrivo: |
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Pisciarello |
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| Dislivello massimo: |
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163 metri |
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| Tempo di percorrenza: |
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2 ore |
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| Difficoltà: |
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F / M |
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| Tipologia: |
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Percorso con varie tipologie di terreni.
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In verità ad Arpino esistono ben due sorgenti dette “pisciarello”, entrambe pressoché perenni e con acqua rinomata. Uno si trova nella parte alta del territorio comunale, e più precisamente sulla intercomunale per Casalvieri, non lontano da La Cona (cfr. A5 e A6); mentre il secondo è sito nella parte bassa, ovvero sulla Provinciale Arpino-Sora. L’itinerario qui proposto riguarda questo secondo “pisciarello”. Da Piazza Municipio imbocchiamo Via Giuseppe Cesari fino ad incrociare delle scale acciottolate che scendono a sinistra. Seguiamole fino ai resti di una Tomba Romana (cfr. A1). Venti metri più in basso, proprio sul tornante, lasciamo le scale e tiriamo dritto seguendo un muro a secco. Si tratta di un gradevole sentiero a mezza costa che affaccia sulla sottostante Chiesa di S. Lucia, oggi tutta moderna,ma le cui prime notizie risalgono all’XI secolo. Fino ad un rigagnolo il paesaggio è erboso con olivi, poi di colpo diventa brullo, ma ricco di erbe odorose quali timo, ruta, aneto, e di piante spinose fra le quali in primavera si assiste ad un’esplosione di asparagi selvatici. Appena superato un secondo rigagnolo, sulla destra, nascosta fra i rovi, troviamo la prima di tre “grotte”, tutte vicinissime al sentiero. Due sono cave di calce risalenti ai primi del novecento, mentre la terza è un sifone carsico in parte crollato e in parte colmato da terriccio. Guadato un fosso proveniente da destra si raggiungono le vasche di Fonte Vitère, la cui acqua sorgiva non è controllata, quindi possiamo rinfrescarci ma non bere! Da qui il sentiero inizia a salire e in pochi minuti ci porta al piccolo ma grazioso agglomerato rurale di Treppanico, dove si incrocia la strada provinciale per Isola del Liri. Attraversiamola con molta cautela!!! Al di là dell’asfalto il sentiero, che riprende con dei gradini in cemento dotati di passamano in ferro, è prima erboso e nell’ultimo tratto in cemento. Sbuchiamo nuovamente sull’asfalto: svoltiamo a destra e dopo una cinquantina di metri attraversiamo per salire tra i campi, seguendo una recinzione e poi un muro di cinta in cemento. Sbucati sulla strada comunale Arpino-Collecarino l’attraversiamo e quasi di fronte saliamo alcuni gradini in cemento quindi percorriamo a sinistra un orto con capanno in lamiera e raggiungiamo uno sterrato in salita. Pochi metri e a destra riprendiamo il sentiero che, con una doppia inversione ad U si dirige decisamente a Nord. Nel primo tratto attraversa pascoli ed è bordato da allori, ginestre e corbezzoli (in autunno carichi di rossi frutti maturi), poi sbuca tra campi coltivati e si tiene accostato al limitare di un bosco, dove entriamo al termine del campo. Il sentiero scende a zigzag in un sottobosco molto intricato, fino ad uscirne in prossimità della strada provinciale Arpino-Carnello che attraverseremo. La percorriamo per un centinaio di metri in discesa e, dopo una grande casa bianca, dopo una palina gialla, scendiamo a destra per un largo sentiero erboso che passa dinanzi alla Cappella di S.Giuseppe. Continuiamo paralleli al torrente, che qui prende il nome di Fosso Frangitte, e presto troveremo il fontanile “Pisciarello”, poiché l’acqua sorgiva vi si trova sempre, anche in estate. Da qui per rientrare in paese senza utilizzare mezzi di trasporto o l’asfalto della Provinciale Arpino-Carnello, si può percorrere a ritroso la parte terminale di A3. Ovvero dal fontanile dirigiamoci verso il greto del torrente. Dopo circa una ventina di metri guadiamo, svoltiamo a sinistra e presso un impluvio franato inerpichiamoci sul crinale destro. Con pochi tornanti raggiungiamo un tratturo. Prendiamo ancora a destra. Il sentiero rimpiana fino ad una bellissima edera da aggirare, poi inizia a scendere. Quando scorgeremo in lontananza un ponticello di cemento imbocchiamo il sentiero che sale a sinistra e sbuca in un prato con due rustici. Camminiamo sul limitare dei prati che si susseguono alternati ad arboscelli spinosi, sempre senza allontanarci troppo dal torrente sottostante. Attraversiamo in diagonale un prato seguito da un boschetto di biancospini e riaccostiamoci al bordo alto del torrente. Ad un certo punto il prato è tagliato da un canaletto di scolo scavalcato da due attraversamenti in tavole di legno. Da quello più in alto compiamo una sorta di inversione ad U che ci porta ad una carrereccia. Voltiamo a destra e dopo una cinquantina di metri imbocchiamo un sentiero in discesa che ci conduce ad un ponte di cemento che scavalca il torrente. Attraversiamolo e seguiamo la salita al termine della quale troviamo una stradina di cemento. Percorriamola in salita e una volta sull’asfalto giriamo a sinistra, raggiungendo così l’antica villa-fabbrica Pelagalli (cfr. A3). Da qui per rientrare in Arpino Centro si percorrono circa ottocento metri di strada asfaltata in discesa.
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