|
|
CARTE INTERATTIVE > SENTIERO A3 - SELVE E SORGENTI
|
|
|
|
|
|
 |
| Località di partenza: |
|
Pelagalli |
|
| Località di arrivo: |
|
Pelagalli |
|
| Dislivello massimo: |
|
229 metri |
|
| Tempo di percorrenza: |
|
2,5 ore |
|
| Difficoltà: |
|
M |
|
| Tipologia: |
|
Itinerario ad anello, che attraversa boschi fitti di querce e castagni, con sottobosco invasivo e 50 metri di risalita assai scivolosa.
|
|
|
|
Dal centro di Arpino portiamoci dinanzi alla Fabbrica Pelagalli, complesso architettonico del 1861, formato da un opificio laniero retrostante un’elegante residenza aristocratica munita di vaste scuderie ed un ampia corte acciottolata. Scendiamo a sinistra e, dopo circa un centinaio di metri, imbocchiamo la stradina cementata a destra. Percorriamola fino dinanzi al cancello di una villa, a sinistra della quale inizia il sentiero vero e proprio. Una breve ma ripida discesa ci fa raggiungere un ponticello in cemento. Superiamo il torrente e risaliamo fino ad uno sterrato. Qui svoltiamo a sinistra e dopo una cinquantina di metri scendiamo,con una sorta di lunga inversione ad U, a sinistra, nei campi sottostanti per raggiungere un canaletto che attraverseremo su un passaggio di assi di legno. Attraversiamo una striscia di biancospini e poi risaliamo sulla destra per aggirare un altro boschetto spinoso. Quindi superato un rigagnolo, tagliamo in diagonale verso destra, allontanandoci dal torrente e raggiungendo due casette rurali isolate. Lasciamocele in alto a destra e scendiamo a sinistra. Raggiungiamo un tratturo dal quale si scorge, a sinistra, un ponticello in cemento. Svoltiamo però a destra, aggiriamo una bellissima edera che ostruisce il tratturo e subito dopo incrociamo A4 che sale dalla sorgente del Pisciarello e che affiancheremo fino all’inizio del Fosso Zarzauca. Perciò continuiamo sul tratturo rimpianato e dopo poco scendiamo a sinistra. Il sentiero rimpiana nuovamente e poi scende ancora a sinistra fino ad un guado. Tagliamolo dritto ed usciamo in un prato che attraversiamo con una diagonale a sinistra in discesa. Quindi rientriamo nel bosco e scendiamo fino al torrente; lo guadiamo ed usciamo in un campo. Teniamoci sul margine destro fino all’angolo dove riguadagniamo il torrente Frangitte presso la confluenza col il torrente Zarzauca. Qui ci separiamo da A4 che li guada entrambi. A3 invece guada solo il primo a destra e ci fa rientrare nel bosco seguendo i tornanti di un sentiero che sale tra il fogliame fino ad un impluvio, dove rimpiana prima di riscendere al torrente Zarzauca, che guada in un tratto roccioso assai suggestivo. Sulla sponda opposta, alla prima biforcazione svoltiamo a destra e seguiamo il sentiero che sale e scende costeggiando il torrente. Infine riusciamo all’aperto presso campi coltivati ad olivi e guadiamo nuovamente il Fosso Zarzauca in località Parravano. Imbocchiamo uno sterrato in salita che conduce ad una graziosa sorgente dove svolteremo a destra per raggiungere, poco più in alto, un gruppetto di case. Lì svoltiamo a sinistra e raggiungiamo una stradina di campagna; l'attraversiamo e imbocchiamo il sentiero di fronte che sale, attraverso campi coltivati, fino ad incrociare lo sterrato di località Malto. Proseguiamo a destra fino ad incontrare un fontanile. Imbocchiamo il sentiero alla sua sinistra. Alla prima biforcazione prendiamo ancora a sinistra: il tracciato rimpiana ed incontriamo un secondo fontanile. Siamo entrati ormai tra i boschi della Sarzanga. Più avanti il sentiero diventa sterrato. Teniamo sempre la sinistra fino a quando incrociamo un tornante. Qui imbocchiamo a destra, ovvero in salita, ma poi riprendiamo a tenere sempre la sinistra. Lo sterrato a un certo punto inizia a scendere e ci conduce in prossimità di un fosso. Senza guadare saliamo a destra: al primo bivio prendiamo a sinistra e al successivo a destra. Si raggiunge così una casa rurale isolata da dove si prosegue la salita fino all’asfalto sulla cresta della Sarzanga. Attraversiamo la strada comunale ed imbocchiamo la stradina di cemento di fronte. Dopo una cinquantina di metri prendiamo il tratturo erboso a sinistra, che poco dopo torna in cemento ed incrocia una stradina anch’essa in cemento. Qui giriamo a destra e subitissimo a sinistra fra i campi. Raggiungiamo una piazzola sterrata. Continuiamo a scendere fino ad un quadrivio di sentieri. Imbocchiamo quello a sinistra che con un’ampia curva raggiunge il torrente Porcine presso un ponticello in legno. Dopo averlo attraversato, se svoltiamo a sinistra raggiungiamo facilmente la sorgente Porcine (cfr. A4). Per completare l’anello A3 giriamo invece a destra, saliamo un paio di metri ed attraversiamo il campo che si apre dinanzi a noi con una diagonale verso destra. Il sentiero si porta sotto alcune rocce nascoste dalla vegetazione e prosegue rimpianato fino ad una sorgente con ampia vasca. Da qui scendiamo seguendo una recinzione che scavalchiamo all’estremità in basso. Raggiungiamo quindi il torrente in un tratto dal fondo roccioso con alcuni salti e “marmitte” profonde ed ampie. Restiamo paralleli al greto e ritroviamo l’asfalto presso le case Pantanelle. Da qui seguiamo a sinistra la strada che ci ricondurre a Pelagalli (500 mt. circa).
|
|
|
|