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CARTE INTERATTIVE > SENTIERO A9 - I BORGHI DEI PASTORI
Località di partenza: Sant’Amasio
Località di arrivo: Sant’Amasio
Dislivello massimo: 194 metri
Tempo di percorrenza: 3 ore
Difficoltà: F / M
Tipologia:
Circuito di saliscendi per antichi tratturi e sottobosco invasivo.
Si tratta di un itinerario ad anello che attraversa alcuni borghi, di cui due disabitati, dove ancor’oggi è fiorente l’allevamento ovino. Un centinaio di metri prima della chiesetta di S. Amasio prendiamo a destra la discesa in cemento che, presso alcune case con fontana, torna ad essere l’antico tratturo fino all’incrocio con un ampio sterrato. Se lo seguiamo a sinistra raggiungiamo in breve un bellissimo casolare isolato sul culmine di una collina dalla quale si domina un paesaggio ricco di tante variazioni di verde. Per continuare il nostro itinerario, attraversiamo di netto la carrereccia e scendiamo una cinquantina di metri tenendoci accostati alla vegetazione dell’impluvio. Raggiungiamo così una mulattiera che seguiremo a destra (a sinistra si ferma). La discesa a Case Montecoccioli diventa morbida. Aggiriamo una prima collina e passiamo su un ponte di pietra, dalla fattura apparentemente d’epoca romana, ma che chiare tracce di cemento moderno lo fanno invece ricondurre ai primi del novecento. Aggiriamo ancora una collina con un rudere poco visibile e quindi attraversiamo un bel bosco di lecci fino al torrente. Al guado facciamo una ventina di metri di zig-zag nel greto per poi risalire a sinistra riprendendo il tratturo che conduce prima ad un pozzo e poi tra le case disabitate da almeno trent’anni di borgo Montecoccioli. Qui prendiamo a destra, in salita, percorrendo così, a ritroso, il sentiero S7 che risale, con una lunga diagonale, fino ad un rudere presso l’asfalto, che attraversiamo per risalire l’antico tratturo dritto fino al centro di Forglieta, dove solo da qualche anno sono tornate ad abitare due persone. Appena raggiunte le case giriamo a sinistra e subito dopo saliamo la scalinata a destra fino a raggiungere un tombino dell'acquedotto. A questo punto lasciamo S7 a sinistra e continuiamo a salire per un sentiero che, dopo una breve serpentina, sfocia in uno sterrato in parte invaso da erba ed arbusti. Giriamo a sinistra fino a raggiungere il cancello di una recinzione. Qui prendiamo a destra e percorriamo un rimpiano fitto di ginestre, in fondo al quale inizia un querceto. Facciamo una sorta di inversione ad U a sinistra e costeggiamo la fila di querce sul margine. In prossimità di un terrapieno il sentiero si sposta verso destra, e,sempre salendo, si dirige verso un traliccio elettrico in cemento, da dove prosegue verso una recinzione formata da rami e rete. Scavalchiamola e imbocchiamo a destra uno sterrato che dopo poco finisce in un ampio pianoro; tagliamolo con una diagonale a sinistra e sbocchiamo in un altro sterrato. Giriamo a destra e seguiamolo in discesa: incontreremo ciò che resta di una bellissima masseria con aia e stalla (nei pressi si trova un enorme castagno pluricentenario). Superiamo il casale sul lato destro e seguiamo lo sterrato. Incrociamo S7 e subito dopo l’asfalto in località Lo Zoppo. Svoltiamo a destra, percorriamo poche decine di metri e scendiamo per lo sterrato a sinistra. In fondo alla discesa ghiaiosa prendiamo per i campi a destra per risalire in diagonale (o seguendo le tracce a serpentina di macchine agricole) per ritrovare di nuovo uno sterrato che, dopo alcuni metri tangenti ad una curva asfaltata, piega a sinistra per scendere nel bosco. Con un paio di tornanti perde quota, quindi rimpiana curvando a destra fino a raggiungere la Casetta della Volpe, cosiddetta perché vi trovò la morte una volpe che, braccata dai cani, per nascondersi, scelse il pozzo antistante l’abitazione e vi affogò! Sfiliamo dinanzi alla casa e scendiamo sull’asfalto, giriamo a sinistra e troviamo subito un bivio. Prendiamo a destra ed immediatamente di nuovo a destra, seguendo il tratturo a lato di un muro a secco. All’angolo del muro scendiamo a sinistra e godiamoci il fresco di enormi querce secolari. Raggiungiamo un altro angolo di muraglione a secco. Qui scendiamo dritti nel Fosso dell’Inferno, che inizia proprio nel terrapieno che funge da guado. Attraversiamo e, risaliti sulla costa opposta, procediamo con una diagonale a sinistra verso uno spunzone di roccia con alberi. Superiamo un piccolo impluvio e dirigiamoci presso un grazioso rudere isolato con un albero di noci a lato. Lì ritroveremo l’asfalto e, scendendo a destra, guadagneremo in pochi minuti la chiesetta di S. Amasio ovvero il punto di partenza.
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