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CARTE INTERATTIVE > SENTIERO C8 - LE GOLE DEL MELFA
Località di partenza: Casalvieri
Località di arrivo: Sant’Amasio
Dislivello massimo: 355 metri
Tempo di percorrenza: 3 ore
Difficoltà: M
Tipologia:
Lunga salita a tratti faticosa su terreno molto petroso.
Questo itinerario rappresenta il primo tratto di un lunghissimo sentiero, di cui A11 ed S9 sono le naturali continuazioni, da Casalvieri a Santopadre, il cui spirito è quello di costeggiare dall’alto le Gole del Melfa. Per percorrerlo tutto occorrono almeno due giorni, con una notte, magari di luna piena, trascorsa in bivacco! Per questa prima parte dunque muoviamo dalla piana di Casalvieri per raggiungere Sant’Amasio, aggirando a mezza costa il Monte di Togna, tal che sia possibile ammirare continuamente le Gole del Melfa restando, nel procedere, il più possibile in parallelo con loro. Avviamoci allora dalla piazza del Comune e scendiamo per la stradina in sampietrini sul versante est. Attraversiamo l’asfalto e scendiamo per lo sterrato che, presso un traliccio in cemento, porta giù nei campi. A metà di questa discesa prendiamo lo sterrato più piccolo a destra, che sbuca davanti ad un rustico isolato. Dirigiamoci dritti al fosso dove troviamo il guado. Una volta sull’altra sponda giriamo a sinistra e seguiamo la bella stradina nel sottobosco fino ad una biforcazione: saliamo a destra ed incroceremo subito uno sterrato. Continuiamo in salita e raggiungiamo le case di località Vitello. Al di sotto delle case seguiamo il sentiero a destra che termina dinanzi ad una gradinata in cemento. Saliamola fino all’asfalto, giriamo a destra e pochissimi metri dopo imbocchiamo una stradina erbosa che sale, sulla parte opposta, proprio a lato del cartello che indica Plauto-Vitello. Al primo tornante imbocchiamo a sinistra il sentiero che, attraversato rapidamente il bosco, ci fa salire prima alcuni terrapieni e quindi procedere, con un’impegnativa diagonale a sinistra, verso il lato est della cima del Monte di Togna. Procediamo fra pietrame ed alberi bruciati dai fulmini, qui molto frequenti. Attraversiamo un ennesimo muro a secco dove si interrompe il filo spinato e puntiamo a sinistra dove si nota un lungo terrapieno che aggira la collina. Seguendo quella direzione incroceremo, a ridosso di un impluvio, un altro muraglione che scende da destra. Risaliamolo fino ad un segnale di pietre sovrapposte (se sono state rimosse prendiamo come riferimento una grossa quercia bruciata dal fulmine). Riprendiamo a salire a sinistra e raggiungiamo una seconda quercia colpita dal fulmine, più avanti della quale troviamo un rudere. Da lì, sempre in diagonale ascendente, attraverseremo altri muri a secco con segnali di pietre sovrapposte, fino a raggiungere il vertice, da dove il panorama è veramente strabiliante. Continuiamo a salire utilizzando proprio quest’ultimo muraglione, fino allo spigolo successivo (non distante si trova un abbeveratoio con acqua potabile, cfr. C7), quindi prendiamo a mezza costa, ossia teniamoci intorno ai 480 metri di quota, col Monte di Togna che giganteggia sulla nostra destra. Il sentiero procede per una pietraia erbosa ed incontra radi alberelli. Li attraversa e comincia a scendere per aggirare uno sperone roccioso, oltre il quale rientra verso l’apice del Fosso dell’Inferno, che attraversa sul terrapieno dove confluisce anche C7, che affianca fino alla chiesetta di Sant’Amasio. Come già indicato, la continuazione naturale di questo intinerario è A11.
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