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CARTE INTERATTIVE > SENTIERO S11 - MONTÌNTERO
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| Località di partenza: |
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Valle Contieri |
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| Località di arrivo: |
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Valle Contieri |
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| Dislivello massimo: |
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409 metri |
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| Tempo di percorrenza: |
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4,5 ore |
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| Difficoltà: |
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M / D |
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| Tipologia: |
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Sentieri su fondo roccioso, salite faticose, discesa versante Sud assai impegnativa fra rocce e pietraie.Segnalazioni per un tratto poco visibili.
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Montìntero (con marcato accento sulla ì) è la pronuncia che sono riuscito a trascrivere dopo aver indagato sul nome di questa collina, assai brulla sul lato Est, Nord-Est, rocciosa lungo le Gole del Melfa, terrazzata e boschiva sul lato Sud-Ovest. Su tutte le carte consultate il suo nome risulta Montenero; tuttavia, durante i sopralluoghi, sia gli abitanti di Santopadre sia quelli alle falde del monte, non concordavano. Quando infine riuscivo ad intendermi geograficamente con loro tutti ribadivano che si trattava di Montìntero e che Montenero per loro indicava tutt’altro luogo (cfr. S5 e A8). Una fortunosa testimonianza infine mi ha svelato che tale toponimo deriva da “Monte Integro”, così denominato per il fatto di essere stato, fino ad un passato non lontano, per tutta la sua estensione un’unica proprietà, quindi derivazione ben diversa dalla dotta ipotesi (però morfologicamente coerente) che ne traeva l’origine dal Latino: “mons inter hos”, “monte fra quelli”, intendendo “quelli” i torrenti Contieri, il fiume Melfa ed il torrente Retenga, che circondano il monte quasi completamente. Montìntero è anche famoso fra i cercatori di tartufo che ne battono frequentemente le pendici. Lasciamo però da parte disquisizioni linguistiche e profumi di trifole e, recuperato il simpatico toponimo indigeno, raggiungiamo la cima. Seguiamo allora quanto già descritto per S10 fino alla biforcazione con S11, quindi saliamo. I primi metri sono in forte pendenza, quindi alcune diagonali ci conducono ad un primo balcone panoramico. Passiamo fra delle rocce e continuiamo a salire lungo la dorsale fino ad una cima secondaria che offre altre superbe vedute su Monte Ricco e sulle Gole del Melfa. Una vasta sella ai piedi della cima è invasa da alte ginestre. Teniamocele a destra e seguiamo le tracce di un sentiero lungo la cresta. Il sentiero rimpiana poche decine di metri e, dopo una recinzione, riprende a salire dritto fino ad un gruppetto di rocce che prelude quelle dei 619 metri della cima, dove ci aspetta un formidabile panorama a 360°. Non sembra affatto di trovarsi sul culmine di una collina, bensì di una ben alta montagna, grazie alla prospettiva delle Gole del Melfa e del gruppo montuoso di Monte Cairo proprio di fronte a noi! Dopo una necessaria sosta contemplativa, seguiamo il crinale fino a trovare un muraglione a secco che terremo come riferimento per raggiungere dei terrazzamenti coltivati ad olivo. Ne discendiamo due e poi svoltiamo decisamente a sinistra, per ritrovare, all’inizio di uno sterrato, di nuovo il muraglione a secco, per un tratto inghiottito da fitte ginestre. Da qui l’itinerario diventa particolarmente impegnativo sia perché molto ripido sia perché la demarcazione del sentiero è poco visibile a causa della vegetazione arborea, sia perché sono poco visibili rocce e pietraie franose; insomma un percorso infido, decisamente.
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