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CASALVIERI
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Il caratteristico centro storico è arroccato su un lieve colle e si salva così dalle brume che salgono dal fiume Melfa, che scorre ai suoi piedi, nella piana che va a chiudersi, man mano sempre più ad imbuto, nella strettoia che delineano il boscoso acrocoro del Monte Cairo da una parte ed il tozzo Monte di Togna dall’altra. E proprio il Monte di Togna vigila, dall’alto della sua rotondità brulla e petrosa, su Casalvieri, porta Nord per accedere alle suggestive Gole del Melfa, gole affiancate dalle curve estenuanti ma spettacolari dell’asfalto del Tracciolino. Una via d’acqua ed una via di terra parallele su due livelli, entrambe importantissime nel passato perché il più diretto passaggio dalle terre della Valle di Comino, e quindi dall’Abruzzo, a quelle della Valle del Liri, in direzione del mare. Le stradine e i vicoletti di Casalvieri scendono, dalla piazzetta al culmine del centro storico, tutt’intorno come festoni di un albero di natale, con tanti pregevoli palazzetti a fare da decorazioni.
Un po’ di storia: alcuni reperti dell’età Musteriana attestano la presenza umana sul territorio di Casalvieri, dove le grotte ancor’oggi visibili lungo le sponde del fiume Melfa offrivano comodi rifugi, già intorno a 250.000 anni fa. Venendo a tempi più ‘recenti’, numerose testimonianze scritte e svariati reperti archeologici (come, per esempio, il Ponte romano a Casal delle Mole) confermano che la storia di Casalvieri risale all’epoca romana; infatti il suo nome deriva da una villa che il nobile Oliviero fece costruire in località Plauto. “Casa Olivieri” originò quindi l’odierno toponimo. Altri reperti, come la Tomba romana in località Muracce, testimoniano un luogo di culto nel I sec. a.C. Il primo documento scritto è datato 1017 e tratta della donazione di una fontana a Montecassino. Nel 1191 Casalvieri fa parte del casato dei Pagani, ma pochi anni dopo viene ceduta da Federico II a papa Innocenzo III. Da allora il territorio, seguendo le sorti delle lotte feudali, cambiò spesso signore: svevi,papato, angioini. Nel 1458 il paese, controllato da Bernardo d’Aquino, passa presto ai Cantelmo che ne sono poi privati dal Ducato di Sora, per finire di nuovo alla Chiesa nel 1463 e poi a Leonardo della Rovere (1472). Nel 1580 subentrarono i Boncompagni, Duchi di Sora. Alla fine del settecento passò ai Borboni fino all’Unità d’Italia. Attualmente Casalvieri vive di agricoltura, allevamento e terziario. Tuttavia è rinomata per una singolare produzione: palloncini gonfiabili decorati, esportati in tutto il mondo.
Monumenti: da visitare senz’altro le diverse chiese in centro e ‘fuori porta’. Interessantissimi sono anche i Palazzi signorili come Palazzo Boncompagni (XVI sec.), Palazzo Iacobelli (XVII sec.), Palazzo De Vecchis (XVII sec.), e Palazzo Fanelli (sec. XIX) in località Colle Fosse. Molto particolare è il ‘castelletto’ Casal Zincone in località Casal delle Mole, che all’apparenza sembra un maniero del ‘500. Purtroppo non si hanno notizie sulla storia di questo interessante edificio, oggi abbandonato a se stesso. Sempre in località Casal delle Mole, sul ciglio della strada, si può notare ciò che resta di una torre medioevale a pianta quadrata, oggi parte di una abitazione. Assolutamente intricante è Palazzo Fanelli (XVIII sec.), in località Colle Fosse, ristrutturato nel XIX sec. da Vincenzo Fanelli, studioso di medicina ed alchimia, seguendo un ragionamento matematico-cabalistico imperniato sul numero 3. La facciata presenta mascheroni, fregi, bassorilievi e scritte che rinviano all’esoterismo ed alla “Theosophia”. Tanto per la facciata che per gli interessi culturali del proprietario, la Villa venne soprannominata “casa degli spiriti”, stimolando parecchie leggende.
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